Il Mose di Michelangelo

ARTE DI UN CAPOLAVORO

Perché non parli? urlava il Maestro incitando con un martello il suo capolavoro a parlare, nell’atto percuotendogli il ginocchio…così vuole la leggenda, naturalmente. Il Mestro è Michelngelo Buonarroti e Mosè il suo capolavoro. Uno dei suoi capolavori.

L’Uomo è seduto, la testa adorna di una barba riccioluta guarda a sinistra, un braccio abbandonato sul grembo, il piede destro posato per terra, la gamba sinistra sollevata è retta solo dalla punta del piede. Raggi di luce emanano dai capelli (come riportato nei testi biblici), il volto contratto, lo scatto della testa in posizione contraria rispetto al corpo è dinamismo, roccia in movimento. Il braccio destro regge le Tavole della Legge. La statua esprime tutta la solennità, la maestosità che nell’immaginario collettivo di sempre è rappresentata dall’Uomo, Mosè.

UNA CASA PER IL MOSE’.

Finito l’imponente restauro del monumento, il Mosè andava salvaguardato dal punto di vista della sicurezza, dell’impianto elettrico e dell’illuminazione. E’ in questa fase che abbiamo deciso di intervenire, garantendo prima di tutto la sicurezza, sia nella zona interno chiesa, con un sistema di telesorveglianza costituito da 4 telecamere colore integrato da rivelatori volumetrici a doppia tecnologia per rilevazione di intrusioni indebite, sia nella zona monumento, attraverso telecamere al alta risoluzione risoluzione per il controllo del settore davanti al Mosè e da una telecamera dotata di obiettivo 360° di tipo fish-eye con video registratore integrato con funzione di motion detector ed unattended object. Un sistema di analisi video VS40 elabora le immagini che pervengono dalla zona sensibile “di rispetto” pertinente al monumento , segnalando acusticamente e registrando ogni indebita intrusione .econ un sistema di tipo innovativo che si basa sull’analisi e l’elaborazione automatica del flusso video.

Dal punto di vista elettrico, l’intervento ha riguardato principalmente le condutture, che attraversano il giardino interno, il seminterrato sottostante l’Antisacrestia e proseguono fino alla base dell’ultima colonna della navata destra e la progettazione e posa in opera del quadro elettrico, suddiviso in scomparti e colonne modulari e dotato di strumentazione analogica e digitale basata sull’uso di tecnologia Tebis EIB computerizzata a bus.

Il Mosè aveva bisogno di un’adeguata illuminazione, fondamentale per la valorizzazione del monumento. Per l’illuminazione interna sono stati utilizzati corpi illuminanti dotati di riflettori asimmetrici a emissione diretta con lampade alogene o parzialmente diffusa con filtri ad assorbimento acromatico.Un programma di gestione aperto provvede a distribuire l’illuminamento nello spazio e nel tempo al fine di creare un effetto scenografico che può essere variato nei suoi parametri a seconda delle situazioni. Per garantire una perfetta illuminazione esterna, in grado di riprodurre gli effetti della illuminazione diurna (anche di sera e nel periodo invernale) è stato utilizzato un sistema di proiettori, con lampade a ioduri metallici e filtri acromatici.

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